Salute Mentale, a Tempio Pausania un’esposizione fotografica tematica

Il 10 ottobre sarà visitabile la mostra organizzata dall’equipe del Csm con gli scatti di Josto Manca.

Tempio Pausania, 9 ottobre 2026 – Guardare ciò che è stato per comprendere meglio il presente e continuare a interrogarsi sul futuro della salute mentale. È questo il filo conduttore dell’iniziativa promossa dall’equipe del Centro di Salute Mentale Tempio Pausania della Asl Gallura, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. Sabato 10 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30, lo Spazio Faber ospiterà un’esposizione fotografica dedicata alla storia degli ex manicomi, attraverso immagini dell’ex manicomio di Villa Clara di Cagliari, dell’ex Ospedale Psichiatrico di Dolianova, dell’ex manicomio di Rizzeddu a Sassari e dell’ex manicomio di Santa Maria della Pietà a Roma. L’evento si svolge con la collaborazione del Comune di Tempio Pausania.

Cuore della mostra saranno le fotografie di Josto Manca, stimato reporter de L’Unione Sarda, messe a disposizione dei visitatori grazie alla disponibilità dei suoi familiari. Immagini che ritraggono la quotidianità dell’ex manicomio di Villa Clara di Cagliari, dell’ex Ospedale Psichiatrico di Dolianova, restituiscono luoghi, ambienti e tracce di una stagione della storia della psichiatria italiana e che, proprio attraverso la forza della fotografia, invitano a riflettere sulle persone che quei luoghi li hanno abitati e sulla società che li ha creati. «La mostra nasce con l’intento di riportare alla memoria un modello di assistenza psichiatrica profondamente diverso da quello attuale. Per decenni – sottolinea la Dott.ssa Elisabetta Russino, Medico Psichiatra del Csm – il manicomio ha rappresentato la principale risposta alla sofferenza psichica grave: l’unica soluzione era lo sradicamento dalla famiglia e dal proprio contesto di vita e poteva trasformarsi in una condizione di lunga durata, con conseguenze profonde sulla libertà personale, sulle relazioni e sull’identità della persona».

A questo modello si accompagnavano spesso paura, stigma e pregiudizio. La malattia mentale veniva percepita prevalentemente attraverso la lente della pericolosità, della diversità e della necessità di separazione. Anche le famiglie, spesso lasciate sole nella gestione della sofferenza psichica, potevano vivere sentimenti di impotenza, vergogna e isolamento sociale. Nel corso del Novecento, la cultura psichiatrica ha attraversato una profonda trasformazione. L’evoluzione delle terapie, lo sviluppo di nuovi approcci clinici e psicologici e, soprattutto, il cambiamento culturale introdotto dal movimento di deistituzionalizzazione hanno contribuito a modificare radicalmente il modo di intendere la malattia mentale e la cura. In Italia, il percorso avviato grazie al pensiero di Franco Basaglia ha portato alla riforma dell’assistenza psichiatrica e al superamento del modello manicomiale. La chiusura degli ospedali psichiatrici si è accompagnata allo sviluppo dei servizi territoriali e a una concezione della salute mentale sempre più orientata alla persona, alla sua autonomia, alle relazioni e all’inclusione nella comunità.

È in questo cambiamento che si inserisce l’attuale lavoro dei Servizi di Salute Mentale, chiamati a costruire percorsi di cura individualizzati e multidisciplinari, coinvolgendo, la famiglia e la rete sociale della persona e lavorando non soltanto sulla dimensione clinica, ma anche su quella relazionale, sociale e riabilitativa. «Oggi la psichiatria è chiamata a lavorare per l’integrazione sociale, per la costruzione di percorsi personalizzati e per la centralità della persona. Guardare le immagini dei manicomi – aggiunge la Dott.ssa Emanuela Deriu Medico Psichiatra – significa ricordare ciò che è stato, osservare il percorso compiuto e continuare a interrogarci su ciò che ancora può essere migliorato».

«La Giornata Mondiale della Salute Mentale rappresenta un’occasione per ricordare che la salute mentale riguarda tutti – afferma la Dott.ssa Simona Ruggero, Terapista della riabilitazione psichiatrica – e che la sua promozione passa anche attraverso una cittadinanza attiva e una responsabilità condivisa. Non è soltanto una questione sanitaria: riguarda le relazioni, la famiglia, il lavoro, la scuola e la comunità». «L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto dipartimentale “Agorai” – ricorda la Dott.ssa Valeria Tusacciu, Terapista della riabilitazione psichiatrica – che nasce con l’obiettivo di creare spazi di incontro e di partecipazione capaci di generare salute mentale, aperti non soltanto alle persone che già frequentano i servizi, ma all’intera cittadinanza. Per questa occasione “Agorai” assume la forma di una mostra fotografica e di un momento di riflessione sulla storia della psichiatria. Ma l’appuntamento è mensile, con l’obiettivo di costruire occasioni continuative di confronto, relazione, cultura e partecipazione». L’idea è quella di trasformare lo spazio della salute mentale in uno spazio aperto alla comunità: un luogo nel quale incontrarsi, condividere esperienze, promuovere conoscenza e contribuire a superare la distanza e lo stigma che ancora possono accompagnare il tema della sofferenza psichica.

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9 Ottobre, 2026