Prevenzione dell’Epatite A: le buone pratiche per evitare l’infezione
La malattia è associata principalmente al consumo di acqua o alimenti contaminati o al contatto stretto con soggetti infetti.
Olbia, 6 aprile 2026 – Come esito della riunione dei Dipartimenti di Prevenzione Veterinaria Nord Sardegna e dei Dipartimenti Medici delle Asl di Sassari e Asl Gallura del 27 marzo 2026, con la partecipazione dell’IZS di Sassari e del Dipartimento Veterinario Universitario di Sassari, si pubblicano queste indicazioni di buone pratiche e misure di prevenzione che i cittadini e operatori del settore alimentare devono seguire per mitigare il rischio di tossi-infezioni alimentari in particolare per il virus dell’Epatite A.
Si tratta di una malattia infettiva a trasmissione oro-fecale, associata principalmente al consumo di acqua o alimenti contaminati o al contatto stretto con soggetti infetti.
Nel 2025 si è osservato in Italia un numero di casi di epatite A in aumento rispetto all’anno precedente. Nei primi 3 mesi del 2026, si osserva un ulteriore rialzo dei casi notificati, con un picco massimo osservato a marzo, mese nel quale 160 casi hanno riportato l’esordio dei sintomi. La situazione epidemica descritta è alimentata soprattutto dai picchi registrati in 3 regioni: Lazio, Campania e Puglia.
L’epatite A presenta un periodo di incubazione variabile, mediamente compreso tra 15 e 50 giorni.
La malattia può manifestarsi con sintomi di diversa intensità tra cui: febbre, malessere generale e stanchezza, nausea, vomito e inappetenza, dolore addominale, ittero, urine scure e feci chiare.
La trasmissione avviene per via oro-fecale. Il virus è presente nelle feci 7-10 giorni prima dell’esordio dei sintomi e fino a una settimana dopo, mentre è presente nel sangue solo per pochi giorni. In genere il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi crudi (o non cotti a sufficienza), soprattutto molluschi, allevati in acque contaminate da scarichi fognari contenenti il virus.
Il Servizio Igiene e Sanità Pubblica evidenzia che l’infezione può decorrere in forma asintomatica, soprattutto nei bambini, favorendo la diffusione inconsapevole del virus.
Il controllo della diffusione si basa essenzialmente sul rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie e sulla tempestiva individuazione dei casi.
Igiene delle mani
Lavare accuratamente e frequentemente le mani con acqua e sapone, in particolare dopo l’uso dei servizi igienici, prima della preparazione degli alimenti e prima dei pasti.
Sicurezza alimentare
Consumare esclusivamente acqua potabile; lavare accuratamente frutta e verdura; evitare contaminazioni crociate durante la preparazione degli alimenti (separare alimenti crudi e cotti). Comprare i prodotti alimentari presso esercizi autorizzati a garanzia della rintracciabilità e della sicurezza degli alimenti.
Evitare il consumo di alimenti crudi o poco cotti. In particolare i frutti di mare (cozze, vongole, ostriche, ecc.) devono essere acquistati in confezioni etichettate e provenire da stabilimenti riconosciuti e devono essere consumati cotti, sottoposti ad ebollizione per almeno 4 minuti con il coperchio chiuso. Dopo l’apertura delle valve, scartare i frutti di mare rimasti chiusi. Si ricorda che la marinatura (limone/aceto) non è efficace contro il virus. Conservare i frutti di mare in frigorifero tra 0º e 4º C in una ciotola coperta da un panno umido (senza mai reimmergerli nell’acqua) evitando il contatto con altri alimenti, soprattutto con frutta e verdura da mangiare cruda. Inoltre porre attenzione al consumo dei frutti di bosco, ben lavati e, nel caso siano surgelati, da consumarsi previa cottura (bollitura a 100° almeno 2 minuti).
Igiene ambientale
Garantire adeguate condizioni igienico-sanitarie negli ambienti domestici, scolastici e comunitari, con particolare attenzione ai servizi igienici e alle superfici di uso comune.
Vaccinazione
Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica garantisce la vaccinazione anti-HAV nei contatti stretti dei casi, nei soggetti a rischio, e per viaggiatori in zone endemiche.
Il vaccino contro l’epatite A fornisce una protezione efficace per più anni e per la prevenzione dei casi secondari, è quindi raccomandata per contatti di casi, entro 15 giorni dall’insorgenza dei sintomi nei casi indice.
Ambienti scolastici e collettivi
Garantire il mantenimento di adeguate condizioni igienico-sanitarie negli ambienti collettivi, con servizi igienici forniti di presidi per il lavaggio delle mani (sapone, carta, carta igienicа, есс).
Eventi pubblici
Prestare particolare attenzione all’organizzazione di eventi pubblici, sagre e manifestazioni temporanee con somministrazione di alimenti, garantendo la sicurezza alimentare e la tracciabilità dei prodotti, con particolare riferimento ai prodotti ittici.
Ristorazione
Sensibilizzare i gestori di attività di ristorazione al rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie.
Si sottolinea che l’adozione sistematica di tali misure rappresenta lo strumento più efficace per il contenimento della diffusione dell’infezione.
Ultima modifica
6 Aprile, 2026